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World in Conflict

PC Windows Titolo Originale: World in Conflict
Genere: Strategico
Distributore: Vivendi Universal Games
Anno: 2007

  • Piattaforme PC Windows - World in Conflict 
  • Data di uscita 27/10/2007
  • Prezzo n.d.
  • LinguaCompletamente in italiano
  • Anno 2007
  • Supporto On-LineSi
  • MultiplayerSi
  • Distributore Vivendi Universal Games
  • Produttore Massive Entertainment/Sierra
  • Valutazione PEGI n.d.
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23/05/2007

Siamo nel 1989, il vecchio regime comunista sovietico è crollato insieme al muro di Berlino, ma la cosa, anziché risolvere uno dei problemi più gravi del mondo, ossia la guerra fredda, ne ha generato uno ancora peggiore: l'instabilità politica ed economica dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS, o CCCP, se scritta in cirillico). A causa del rifiuto di un supporto economico ai nuovi governi russi, da parte di Stati Uniti ed Europa, avviene l'impensabile: l'ex-impero sovietico invade Stati Uniti ed Europa. È chiaramente una manovra dettata dalla disperazione, ma non per questo gli effetti si rivelano meno devastanti: il mondo è nuovamente precipitato in un conflitto globale, a ditsanza di nemmeno cinquant'anni dal termine del precedente.
Questo lo scenario fanta-politico che fa da cornice a World in Conflict e serve a giustificare da un lato l'esistenza di fazioni un po' singolari per uno strategico: russi contro resto del mondo (nella fattispecie: USA e Nato), dall'altro armamenti e unità tipici dell'arte della guerra di due decenni fa. La storia, vissuta attraverso gli occhi del tenente Parker, giovane ufficiale statunitense, è per altro avvincente e viene illustrata attraverso una serie di sequenze introduttive alle varie missioni, realizzate con il motore grafico del gioco.
Il titolo è stato sviluppato da quei geniacci della Massive Entertainment, softwarehouse svedese già responsabile della serie Ground Conflict, che rappresenta una vera e propria garanzia di qualità. Rispetto all'ultimo prodotto Massive (Ground Conflict II), però, questo World in Conflict presenta due grossi vantaggi: 1) un ambientazione familiare, con unità conosciute anche da chi abbia poche nozioni di dottrina militare (alcuni esempi: i bombarideri B52, o i carri armati Sherman); 2) un'interfaccia realmente semplice e intuitiva, ma che permette tuttavia di raggiungere vette di sottigliezza dal punto di vista del gameplay.
In gioco l'elemento predominante è quello tattico e non quello strategico. Questo perché non ci sono risorse da raccogliere: si inizia il titolo scegliendo le proprie truppe (in multiplayer si può scegliere anche il proprio ruolo sul campo di battaglia - fanteria, corazzati, aviazione, o meccanizzati), acquistandole grazie a un "budget" economico, che già in partenza obbliga a fare delle riflessioni (più potenza di fuoco e meno unità, o viceversa?). Quando si perdono le unità, il loro valore in soldi viene riattribuito al budget iniziale, quindi - almeno in teoria - non si rimane mai senza uomini. In pratica, però, il discorso è ben diverso, perché spesso ci sono limiti di tempo al raggiungimento di alcuni obbiettivi e perché il controllo del campo di battaglia passa attraverso l'occupazione di alcuni punti "sensibili" sulla mappa. Ricostruire le truppe perse e trasferirle dove serve (di norma riappaiono sul punto di controllo più vicino) comporta una perdita di tempo, che spesso può risultare fatale. In multiplayer a questo problema, si aggiunge il fatto che, conquistando punti sensibili, si guadagnano aiuti strategici (dall'assalto di truppe aviotrasportate, fino alla bomba atomica), che possono realmente sbilanciare l'esito di una partita.
Il motore grafico/fisico è sbalorditivo: per ogni oggetto sulla mappa esistono fino a quattro livelli di distruzione possibili e lo zoom va da livello GPS (si può vedere, cioè, l'intera mappa da una distanza di circa 10/20mila metri), a una scala di 1:10. Per aumentare il realismo, se vi avvicinate a una unità, la sentirete fare discorsi su come le andavano le cose in patria, prima della guerra, naturalmente nella propria lingua madre e, anche se il gioco nella sua versione finale sarà completamente localizzato, questi discorsi non saranno doppiati. In complesso: un gran gioco, che sicuramente si candida a entrare nella "top 5" dei migliori strategici di sempre e che non mancherà di piacera anche ai meno esperti di questa tipologia di titoli.

screenshots

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