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Clive Barker's Jericho

PC Windows Genere: Sparatutto Survival Horror
Distributore: DDE
Anno: 2007

  • Piattaforme PC Windows - Clive Barker s Jericho 
  • Data di uscita autunno 2007
  • Prezzo n.d.
  • LinguaCompletamente in italiano
  • Anno 2007
  • Supporto On-Linen.d.
  • Multiplayern.d.
  • Distributore DDE
  • Produttore Codemasters
  • Valutazione PEGI adatto a 18+
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06/04/2007

È da un po' di tempo che il grande pubblico ha perso le tracce di Clive Barker, l'unico scrittore di romanzi horror (con buona pace di gente come Frank Harris e Ramsey Campbell) che sia mai riuscito a contrastare il successo di Stephen King. Chi conosce l'artista in questione sa che tutte le leggende metropolitane raccontate sul suo conto (tipo che nel tempo libero andrebbe all'obitorio ad assistere alle autopsie) sono assolutamente vere, del resto potrebbe bastare il fatto che la sua mente sia stata in grado anche solo di concepire orrori raccapriccianti come quelli della serie cinematografica Hellraiser (di cui è stato regista). Ebbene: il buon Clive, oltre al mondo degli orrori e del fantastico, coltiva anche la passione per i giochi in generale e per i videogiochi più in particolare. Tralasciando le conversioni videoludiche di alcuni suoi film (come Cabal, nel 1990, convertito in una sorta di Ghost'n'Goblins dalla Ocean), Barker nel 2001 fu il secondo (dopo Tom Clancy) tra gli scrittori di serie A a scrivere la trama di un videogioco dall'inizio alla fine, curandone la regia. Il titolo si chiamava Undying ed era basato sul motore grafico di Quake III, il meglio che a quel tempo fosse disponibile. Non mi dilungo sulla storia e sui particolari del gameplay, basti dire che, se le avventure interattive vi piacciono si tratta di un titolo che tuttora, a 6 anni di distanza, merita di essere giocato. Ora però sono arrivate le console di terza generazione e, nel frattempo, i PC sono diventati graficamente "mostruosi" (il termine in questo contesto è quanto mai appropriato) e il buon Clive, naturalmente, non ha potuto resistere alla tentazione di tornare sulla scena del crimine, riproponendo un prodotto originale, con una trama molto robusta e avvincente e una serie di sequenze video che, per usare un eufemismo, potremmo definire "non adatte ai deboli di cuore". Il punto di partenza è molto semplice: in un futuro lontano, ma non troppo, da qualche parte in uno dei numerosi deserti nordafricani, una città misteriosa emerge dalle sabbie. All'interno si cela un male innominabile, una creatura antica come il tempo stesso e di una malvagità senza fine (per citare Barker: "fa sembrare il diavolo Pollyanna"). La peculiarità della città dimenticata è che è costruita come una sorta di matrioska: una cinta muraria dentro l'altra e questi "strati" non sono solo spaziali, ma anche "temporali". In ogni segmento della città rivivono momenti epici in cui le forze del bene si sono scontrate con quelle del male… perdendo. Alcune delle creature ivi contenute sono dunque malvagie, ma altre non lo sono e distinguere tra le due fattispecie sarà compito del giocatore, che penetrerà nella città maledetta insieme a una squadra di agenti speciali, addestrati sia come super-operativi, che come guerrieri metafisici. Questo team comprende: Frank Delgado, pirocinetico, Billie Church, guardia del corpo, Xavier Jones, veggente, Paul Rawlings, esorcista, Abigail Black telecinetico e Simone Cole hacker della realtà (una sorta di mago). Ovviamente ognuno avrà un suo compito e, per sopravvivere (ammesso che questo sia il termine giusto), il giocatore dovrà imparare a gestirli, saltando, a seconda delle occasioni, dalla mente di uno all'altro.

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