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- Piattaforme
- Data di uscita 25/11/2004
- Prezzo € 19,99
- LinguaCompletamente in italiano
- Anno 2004
- Supporto On-LineSi
- MultiplayerSi
- Distributore Ubisoft
- Produttore GSC Game World
- Valutazione PEGI adatto a TUTTI
- Requisiti Hardware Sistema Windows 98/2000/ME/XP; Processore a 1,5 GHz; 2 GB liberi su Hard Disk; 512 MB di RAM; Scheda Video 3D con 64 MB di VRAM e supporto DirecX 8.1; Scheda Audio DirectX 8.1 compatibile; Lettore CD-ROm 12X; DirectX 8.1
| I nostri voti: | ||
| Giocabilità |
|
75 |
| Durata |
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83 |
| Audio |
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80 |
| Video |
|
83 |
| Confezione |
|
90 |
| TOTALE: | DISCRETO | 82 |
di Marcolino Milgat - 27/12/2004
Alessandro Magno è una delle figure più affascinanti della storia antica: genio militare indiscusso, quando morì, nel 323 a. C., all'età di soli 32 anni, aveva conquistato praticamente la totalità del mondo allora conosciuto. Visto il clima generale di nostalgia da kolossal che di recente imperversa a Hollywood (e che ha portato alla produzione di opere non proprio felici, come Troy), non stupisce quindi che proprio sulla sua figura abbia puntato quel furbacchione di Oliver Stone, per tornare alla ribalta, dopo un periodo di silenzio che dura ormai da oltre un lustro (se si eccettuano alcune produzioni TV, l'ultimo film - Ogni maledetta domenica - risale infatti al '99). Grande regista, grande film? Forse; per ora c'è stata soltanto una grande ridda di voci e pettegolezzi (date un'occhiata alle nostre news per un aggiornamento) e un ritardo dovuto (si dice) alla censura: Alessandro sarebbe stato un po' troppo esplicitamente gay. Vista comunque l'importanza della produzione, Ubisoft, che si era accaparrata la licenza per una conversione videoludica, non poteva non affidare il prodotto a una softwarehouse di peso e, visto che aveva deciso di realizzare uno strategico, la scelta del team GSC Game World, già responsabile della serie Cossacks, appare quanto mai oculata e opportuna. Che prodotto è venuto fuori? Un decorosissimo RTS, che ha nella grandiosità dei suoi scontri (decine di migliaia di unità contemporaneamente presenti sullo schermo) il punto di forza maggiore. Il gioco è buono e coinvolgente al punto giusto: l'interfaccia è semplice e chiara, le unità si costruiscono più in fretta di quanto accade nella media degli altri strategici in tempo reale e le missioni da giocare sono numerose e discretamente difficili, cosa che si traduce in un'ottima longevità. Difetti? Il principale è che chi conosce la serie Cossacks troverà ben poche innovazioni, anzi, caso mai qualche cosa in meno e, paradossalmente, soprattutto dal punto di vista storico: Alexander, infatti, contiene alcuni svarioni storici (ispirati dalle inesattezze del copione di Stone?) e, stranamente, non dà il giusto rilievo alla figura del suo protagonista. Più che un gioco su Alessandro Magno, si tratta di un gioco strategico ambientato all'epoca di Alessandro Magno. Ci sono inoltre alcune piccole sbavature nella gestione dell unità, cosa per altro comprensibile, visto il gran numero di elementi contemporaneamente presenti sullo schermo: non sempre i nostri soldati eseguiranno alla lettera i nostri ordini. I problemi maggiori si hanno soprattutto con le ritirate e i ripiegamenti; la cosa è fastidiosa soprattutto per gli eroi, visto che a volte combattono fino alla morte, anziché fuggire, costringendo così il giocatore a ricominciare il livello da capo (la morte di un eroe equivale infatti alla sconfitta immediata). D'altro canto, il prezzo estremamente contenuto (siamo sotto i 20 euro), l'ottimo packaging (i soli contenuti speciali sono degni di un DVD), le ampie possibilità multiplayer e il bel motore grafico, compensano ampiamente queste lacune, rendendo Alexander un prodotto adatto soprattutto ai neofiti del genere RTS, o ai giocatori occasionali, piuttosto che ai patiti.
Pro
Le battaglie sono veramente epiche (decine di migliaia di unità contemporaneamente su schermo); la longevità è notevole; l'IA nemica è ben tarata ed è difficile superarla con tattiche banali. Il motore grafico regge bene.
Contro
Se l'IA nemica funziona bene, quella delle proprie truppe lo fa molto meno: i soldati a volte non obbediscono agli ordini impartiti. A volte, inoltre, le unità rimangono "impantanate" e non riescono a raggiungere il punto indicato.
screenshots
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