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Age of Empires III

PC Windows Genere: Strategico
Distributore: Microsoft
Anno: 2005
Prezzo: € 49,9

  • Piattaforme PC Windows - Age of Empires III 
  • Data di uscita n.d.
  • Prezzo € 49,9
  • LinguaCompletamente in italiano
  • Anno 2005
  • Supporto On-LineSi
  • MultiplayerSi
  • Distributore Microsoft
  • Produttore Ensemble Studios
  • Valutazione PEGI adatto a 12+
  • Requisiti Hardware Windows XP; Processore a 1.4 GHz; 256 MB di RAM; 2 GB liberi su disco; Scheda Video con 64 MB di VRAM e accelerazione hw (bump mapping e vertex lighting); Scheda audio DirectX compatibile; accesso a Internet per multiplayer
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I nostri voti:
Giocabilità giocabilità Age of Empires III PC Windows 80
Durata durata Age of Empires III PC Windows 90
Audio Age of Empires III PC Windows 88
Video video Age of Empires III PC Windows 92
Confezione Age of Empires III PC Windows 80
TOTALE: BUONO  86


di Camillo Morganti - 10/01/2006

Ci sono voluti ben sei anni, ma ora che l'attesa è finita la comunità videoludica può giore dinnanzi al tanto sospirato seguito di Age of Empires. Va detto subito, però, che, in questo periodo di interregno sono usciti avversari tosti con cui confrontarsi (due nomi su tutti: la serie Total War ed Empire Earth) e, soprattutto, questi avversari hanno introdotto numerosi elementi di novità, tanto al gameplay quanto alle interfacce a disposizione del giocatore (la doppia mappa - strategica e tattica - di Total War, o il picture-in-picture di Empire Earth). Cosa dunque potevano migliorare i padri fondatori del genere? Intelligentemente hanno deciso di rimanere fedeli al modello originale, apportando però alcuni cambiamenti strutturali a cui - incredibile a dirsi - i più geniali avversari non avevano ancora pensato. Il più importante di questi è il meccanismo della "città madre": ogni civiltà (nel gioco ce ne sono in tutto 8) ha infatti una base di partenza che non è più un semplice avamposto, ancorché potenziabile, ma una vera e propria centrale che cresce insieme al giocatore, a mano a mano che questi accumula esperienza. Come se non bastasse, il sistema di avanzamento delle tecnologie è sviluppato secondo una sorta di albero, più simile a quello dei giochi di ruolo, che a quello tradizionale cui i fan della serie si saranno forse abituati. I potenziamenti vengono infatti sviluppati attraverso un sistema di carte collezionabili (ce ne sono 120 per ogni civiltà), da costituire in mazzo all'inizio di ogni singola partita (20 al massimo quelle che possono essere giocate in ogni singolo match). Eventi particolari (conquista di tesori, sconfitta dei nemici, raggiungimento di obbiettivi prefissati) garantiscono carte bonus, altre possono venire guadagnate sulla base delle proprie performance. Ovviamente alcune carte ne richiedono altre e questo genera un meccanismo di sviluppo simile a quello delle abilità di giochi alla Diablo. Il problema è che questa fantastica innovazione ha anche un rovescio della medaglia: si finisce per rimanere fedeli a un'unica civiltà, visto che i punti esperienza e le carte accumulati nelle modalità single-player sono gli stessi poi disponibili anche in multiplayer. Le risorse da raccogliere sono state ridotte, passando da quattro a tre: è stata infatti eliminata la pietra e si usano solo legname, moneta e cibo. Un intelligente sistema economico, che consente di sviluppare mercati e piantagioni, aiuterà poi, nelle fasi più avanzate a rendere meno impellente la necessità di collezionare risorse, perché queste ultime verranno generate a getto continuo nei luoghi a ciò deputati. Purtroppo, l'unico modo di vincere è quello di massacrare il nemico fino all'ultimo uomo (o di costringerlo alla resa). La cosa si rivela un po' una fregatura, visto che, specie in multiplayer, un perdente dispettoso può nascondere i propri omini e far perdere una gran quantità di tempo al vincitore (si sarebbe almeno potuto ovviare alla cosa dando la vittoria per la distruzione di tutte le colonie). Il motore grafico, una delle migliorie più macroscopiche del titolo (fantastici soprattutto gli effetti d'acqua), è assai spettacolare, ma anche molto esigente, non sono quindi infrequenti i rallentamenti del frame-rate e qualche occasionale baco. L'intelligenza artificiale è nel complesso buona; qualche nota di incongruità si registra soltanto nel comportamento delle unità coinvolte in battaglie campali di grandi dimensioni, ma nel complesso non ci sono grossi problemi. La longevità è garantita dai numeri: 24 missioni in single-player, editor di mappe, mappe generate casualmente, centinaia di carte da collezionare e, volendo, 8 differenti popolazioni da sviluppare. Insomma: tutto il necessario per tenere impegnati i fan per i prossimi sei anni, giusto in tempo per l'uscita del prossimo capitolo.

Pro

Meccanismo della città madre davvero originale e coinvolgente; motore grafico e localizzazione eccellenti; buon bilanciamento di civiltà e livello di difficoltà; campagna single player decisamente vasta.

Contro

Per vincere l'unica opzione è il genocidio: sono sparite altre vie più pacifiche. Le civiltà avrebbero potuto essere più differenziate; il motore grafico è forse un po' troppo "pesante"; non si è invogliati a cambiare civiltà (soprattutto online!).

screenshots

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