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Tarantino: il cinema italiano è deprimente

di Carmela Scrofoli
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lunedì 28 maggio 2007 11:22

A quanto pare qualcuno si è deciso a gridare che l'imperatore è nudo, come nella classica favola. Che il cinema italiano attraversasse un momento di scarsa creatività, lo avevano capito da tempo gli spettatori del Belpaese che disertano regolarmente le sale ogni volta che qualche regista italiano cerca di propinare la sua minestrina riscaldata alla masse.
Certo, le eccezioni ci sono, per carità, e sono anche encomiabili, ma sono - per l'appunto - eccezioni. Finora, però, l'estabilishment continuava imperterrito ad auto-celebrarsi, nonostante tuto, e poco importa che all'estero la barca facesse acqua e inanellasse un flop dietro l'altro.
Adesso però una delle stroncature più pesanti e inappellabili giunge addirittura da uno dei miti del cinema moderno, quel Quentin Tarantino che potrà anche non piacere a tutti, ma che sicuramente è uno dei registi più ispirati e geniali degli ultimi decenni. Ebbene, proprio dalla sua bocca, in occasione di un'intervista concessa al settimanale Tv Sorrisi & Canzoni è giunta questa pesantissima stroncatura: "I nuovi film italiani sono deprimenti. Le pellicole che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutte uguali, non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Ho amato così tanto il cinema italiano degli anni '60 e '70 e alcuni film degli anni '80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia[...]L'Italia non è più quel che era. Potrei fare liste di nomi di registi che mi piacciono provenienti da molti Paesi, ma non dall'Italia.".

Carmela Scrofoli

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