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Nokia seppellisce definitivamente N-Gage

di Camillo Morganti
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Nokia seppellisce definitivamente N Gagemartedì 3 novembre 2009 16.19

Il re è morto... e nessuno può augurare lunga vita al suo successore, perché, a quanto pare, è rimasto senza eredi!

Stiamo parlando del progetto N-Gage di Nokia, che, dopo essere stato incarnato da ben due smartphone (Nokia N-Gage e Nokia N-Gage QD) ed essere diventato servizio di vendita online di giochi per sistema operativo Symbian, chiude definitivamente i battenti.

E il risultato di sei anni di politiche folli e assolutamente autolesionistiche di Nokia, che hanno fatto perdere all'azienda finlandese buona parte del vantaggio competitivo che in passato aveva avuto.

E tutto questo perché? Perché ha tentato di fare qualcosa di diverso da ciò che sa fare bene: i cellulari.

Quando il primo N-Gage fu presentato, anziché dire che si trattava di uno smartphone con avanzate possibilità videoludiche, i rappresentanti Nokia fecero di tutto per farlo passare per una console, salvo poi rendersi conto che così nessuno lo comprava.

Si fece poi marcia indietro, dicendo che era comunque un bel cellulare, a un prezzo vantaggioso, ma era ormai troppo tardi e siccome per far successo nel mondo dei videogiochi o sei giapponese, o sei statunitense, il mercato rimase freddino anche per la seconda incarnazione del telefonino: l'N-Gage QD.

Si vendettero comunque oltre due milioni di pezzi e i giochi belli iniziavano a esserci (giusto per citarne qualcuno: Rifts: Promise of Power, High Seize, Pathway to Glory: Ikusa Islands, oltre a titoli di terze parti come Activision, Electronic Arts e Atari), ma il canale distributivo arrancava: era difficile piazzare i giochi, nonostante la belle confezione e nonostante fosse la prima volta che qualcuno provava a vendere giochi per cellulari in negozio.

Allora qualche genio del marketing in Nokia fece una pensata: visto che, come piattaforma non funziona, perché non buttiamo a mare i due milioni di clienti che, nonostante tutto ci hanno scelto, e non trasformiamo N-Gage in un portale di commercio elettronico di applicazioni videoludiche? In fin dei conti di cellulari ne abbiamo venduti tanti e quindi la cosiddetta base d'installato supera persino quella di Nintendo...

Già, peccato che nessuno si fosse fermato a pensare a due piccoli particolari: 1) ai due milioni di imbufaliti ex-possessori di terminali N-Gage, 2) al fatto che in Italia e nel resto del mondo non è possibile prevedere un modello efficace di commercio elettronico di applicazioni mobili, se non si affronta il nodo delle tariffe di connessione e se non si trova il modo di fidelizzare in qualche modo l'utenza, come, per esempio ha avuto la lungimiranza di fare Apple con iTunes, che, non a caso, ha preceduto di quattro anni il primo iPod e di ben sette il primo iPhone.

Oltretutto in Nokia sbagliarono anche la politica di prezzi, con titoli che spesso costavano intorno ai 7 _ di base (oltre ai costi di connessione per navigare il negozio e scaricare il prodotto scelto).

Risultato? Questa seconda incarnazione di N-Gage fu,se possibile, ancora più fallimentare della prima e senza nemmeno la scusante di essere una strada nuova e quindi poco conosciuta.

L'ultimo atto è arrivato qualche giorno fa: il portale N-Gage verrà assorbito, a partire dal 2010, da Ovi store, il negozio online di Nokia che già includeva musica, mappe, applicazioni per la produttività e blog e archivi fotografici degli utenti.

C'è comunque un piccolo particolare: il portale N-Gage esiste ancora (localizzato in quasi tutte le lingue del mondo), ma lì sopra qualcuno si è scordato di comunicare la notizia.

Semplice dimenticanza o pudore?
Aggiornamento: L'ultimo concorrente di iTunes? L'Esselunga!

Camillo Morganti

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