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Manhunt 2: Take2 fa una parziale marcia indietro

di Camillo Morganti
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Manhunt 2 Take2 fa una parziale marcia indietrolunedì 25 giugno 2007 13.24

Dopo la censura totale di Manhunt 2 da parte della BBFC (la British Board of Film Classification, ovvero l'ente che si occupa della classificazione di film e videogiochi in base alla fascia d'età), e quella parziale della sua "cugina" americana ESRB (Entertainment Software Rating Bureau), cui hanno fatto seguito uno strascico di polemiche anche in Italia, protagonista il ministro Gentiloni, sembra che Take2 la casa di distribuzione proprietaria del prodotto sviluppato da Rockstar (la stessa softwarehouse che ha prodotto titoli molto discussi come Grand Theft Auto e Bully), abbia deciso di fare almeno parzialmente marcia indietro.

In merito al titolo, infatti, il giudizio negativo di chi ha avuto il compito di giudicare il prodotto è stato nettissimo, come mai prima d'ora nella storia videoludica.



Dopo aver precisato che la BBFC non prende mai alla leggera l'opzione di "rifiutare" il permesso alla distribuzione a un titolo, il direttore generale David Cooke è arrivato addirittura a dichiarare: "anche se proponessimo il gioco al solo pubblico di adulti, esso sarebbe comunque inaccettabile."

In Italia il ministro delle telecomunicazioni Gentiloni ha fatto sue le argomentazioni dei colleghi britannici e, in una nota ufficiale, ha dichiarato che Manhunt 2 "più che violento è definibile crudele, e sadico, con un'ambientazione squallida ed un continuo, insistente, incoraggiamento alla violenza e all'omicidio".

L'operato del ministro, una volta tanto, è stato pienamente condiviso anche dalle forze dell'opposizione.

Di fronte a un fuoco di sbarramento di queste proporizioni, alla pubblicità negativa derivantene e, soprattutto, al tracollo delle azioni della società in borsa, Take 2 è stata costretta a fare marcia indietro.

In un comunicato ufficiale, l'azienda ha tentato un approccio "morbido", che lascia forse intravedere una versione "riveduta e corretta" del prodotto:

"Take-Two Interactive Software ha temporaneamente sospeso i piani di distribuzione di Manhunt2 per i formati Wii e Playstation. Nel frattempo sta valutando le eventuali opzioni in riferimento alle recenti decisioni prese da BBFC e da ERSB. Continuiamo a sostenere pienamente questo straordinario gioco. Crediamo nella libertà di espressione creativa e in un marketing responsabile, elementi entrambi essenziali per creare grande intrattenimento."

A questa parziale marcia indietro, ha però fatto da contraltare l'intervento del presidente Strauss Zelnick, di tenore chiaramente più polemico:

"Noi crediamo fermamente che genitori e consumatori, una volta informati della natura di qualsiasi prodotto di intrattenimento, dovrebbero avere la possibilità di fare le loro scelte. Ho personalmente provato e valutato Manhunt 2: rientra perfettamente nel genere horror come era nelle sue intenzioni e apporta una qualità cinematica all'entertainment interattivo mai vista prima. E' inoltre un prodotto artistico. Lo sostengo pienamente."

Rimane il fatto che, a questo punto, le uniche speranze di Take 2 sono da riporsi nel commissario europeo per l'Informatica e i Media Viviane Redding, di vedute notoriamente molto liberali, e in una decisione favorevole alla distribuzione del gioco da parte dell'ISFE (Interactive Software Federation of Europe), presso le cui sedi si deciderà, il prossimo 26 giugno, in merito alla distribuzione del titolo entro i confini del vecchio continente.

Rispetto allo scorso inverno, quando il discusso The Rule of Rose venne salvato in extremis, però, l'aria sembra essere cambiata parecchio…

Camillo Morganti

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