La Sony PSPgo parte male

di Marcolino Milgat
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La Sony PSPgo parte malelunedì 12 ottobre 2009 15.46

Ammettiamolo: su dieci esperti del settore almeno nove se lo aspettavano. Stiamo parlando del taglio di prezzo alla nuova console portatile Sony PSPgo, che - all'estero (in Inghilterra) - scende di un buon 11% (da 224.99 a 199.99 sterline) già a pochissimi giorni dal lancio (10 ottobre la data ufficiale).

(De)merito forse dei risultati non esaltanti del lancio, che secondo Sony Europa sono stati in linea con le aspettative, ma che secondo gli analisti e le principali catene della grande distribuzione d'Oltremanica sono state invece tiepidine.

Come mai? Se si considera il dato secondo cui le vendite della console PSP (dato aggregato di tutti i formati disponibili) sono salite in realtà del 120% e si tiene conto del contestuale taglio del 15% della PSP 3000, che in Inghilterra costa adesso 139 sterline (spesso in bundle con qualche gioco) è facile dedurre che il lancio della PSPgo sia servito in realtà a rilanciare la sorella maggiore. Forse anche perché con la versione più vecchia dell'hardware è molto più facile hackerare il sistema operativo e far girare copie illegali del software, nonostante proprio in questi giorni su Youtube siano girati filmati di hackeraggi della PSPgo (attraverso la vulnerabilità di un gioco non meglio precisato). Non da sottovalutare nemmeno il fatto che con la PSPgo i giochi si possano soltanto scaricare, mentre per la vecchia versione esiste ormai una pletora di titoli in linea budget acquistabili tranquillamente in tutti i negozi specializzati.

E così Sony incassa i commenti sarcastici di un gongolante Reggie Fils-Aime (presidente di Nintendo America), che, in un'intervista al Washington Post dice di non capire quale possa essere il valore di un prodotto simile per il consumatore, e i primi scetticismi da parte degli operatori di settore.

Di recente Don McCabe, direttore della più grande catena di negozi indipendenti britannica (Chips) si è espresso con queste parole pesanti come macigni (anzi: come un epitaffio):

Per come la vedo io non c'è niente da fare. Sono stato a un bel numero di presentazioni per capire se ci fossero possibilità commerciali concrete e, per essere onesti, credo si tratti di un prodotto che non andrà da nessuna parte. Sono sicuro al 99,9% che fallirà miserabilmente.

Guardano tutti all'esempio di Apple e si riempiono la bocca dei due miliardi di download, ma... beh! Di quei due miliardi un buon 70% sono stati gratuiti e per quelli a pagamento i consumatori hanno speso solo qualche penny. Il tremendo successo di Apple vale solo per Apple, non può essere applicato a nessun altro.


Forse, però, nelle parole di McCabe bisogna anche leggere il risentimento della grande distribuzione, più che comprensibile, verso un prodotto che, almeno nelle intenzioni di Sony, dovrebbe servire a scavalcare completamente il retail quanto a vendita di software, cioè dei prodotti su cui il margine di profitto è maggiore.

Marcolino Milgat

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