GTA rende incapaci di intendere e volere?

di Ariele Dixon
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GTA rende incapaci di intendere e volere sabato 13 agosto 2005 08.41

Non è servito a un ventenne americano dell'Alabama invocare le ore passate a giocare con <strong>Grand Theft Auto</strong>, come scusa per ottenere l'infermità mentale in un processo che lo vedeva imputato per l'<i>omicidio di 3 agenti di polizia</i>. Il giovane delinquente è stato condannato dalla giuria, che ha impiegato soltanto un'ora a raggiungere il verdetto, e adesso potrebbe addirittura incorrere nella pena capitale. Il suo avvocato aveva chiesto invece l'assoluzione per incapacità di intendere e di volere, richiamandosi soprattutto al commento fatto dal giovane dopo l'arresto "<i>La vita è un videogioco, tutti dobbiamo morire prima o poi</i>". Fatto si è che, nonostante l'ininfluenza della presunta attenuante, la famiglia di una delle vittime ha deciso di citare in giudizio tutti i responsabili della vendita del gioco: <strong>Take-Two</strong>, <strong>Sony</strong> e perfino le catene commerciali, <strong>Wal-Mart</strong> e <strong>Gamestop</strong>. Motivazione? <strong>GTA</strong> non avrà spinto il giovane al triplice omicidio, ma avrebbe contribuito ad "allenarlo" per il massacro.

Ariele Dixon

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